12 Marzo 2026
In questi giorni si stanno svolgendo in Italia le paralimpiadi invernali. Pertanto, in occasione di questo importante appuntamento internazionale, cogliamo l’occasione per fare il punto della situazione in merito al diritto allo sport per le persone con disabilità.
Il diritto allo sport per le persone con disabilità trova oggi un solido fondamento nel diritto internazionale e nell’ordinamento italiano, in un’ottica di progressivo rafforzamento delle tutele antidiscriminatorie e della promozione dell’inclusione sociale.
A livello internazionale, il riferimento principale è la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. In particolare, l’art. 30 della Convenzione riconosce espressamente il diritto delle persone con disabilità a partecipare, su base di uguaglianza con gli altri, alla vita culturale, ricreativa, al tempo libero e allo sport. Gli Stati parti sono tenuti ad adottare misure adeguate per garantire l’accesso alle attività sportive, sia a livello amatoriale sia agonistico, assicurando la disponibilità di strutture accessibili e promuovendo la partecipazione a tutti i livelli.
Nel contesto europeo, l’Unione europea promuove lo sport come strumento di inclusione e coesione sociale. In particolare, l’art. 165 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea attribuisce all’Unione il compito di contribuire alla promozione dello sport, valorizzandone la funzione sociale ed educativa. Inoltre, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea vieta ogni forma di discriminazione fondata, tra l’altro, sulla disabilità.
Sul piano nazionale, il diritto allo sport trova un ancoraggio costituzionale negli artt. 2, 3 e 32 della Costituzione. In particolare, l’art. 3 impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano l’eguaglianza sostanziale dei cittadini, ostacoli che spesso incidono in modo significativo sull’accesso delle persone con disabilità alla pratica sportiva.
Un passaggio di rilievo si è avuto con la riforma costituzionale del 2023, che ha inserito il riconoscimento del valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva nell’art. 33 della Costituzione, rafforzando così la dimensione pubblicistica dello sport e legittimando interventi normativi volti a garantirne l’accessibilità universale.
Anche la legislazione ordinaria si è spesso occupata di sport. Da ultimo il Decreto Legislativo 27 febbraio 2017, n. 43, ha costituito il Comitato Italiano Paralimpico con l’obiettivo di promuovere, disciplinare, regolare e gestire l’attività sportiva agonistica e amatoriale per le persone con disabilità. Il riconoscimento del CIP quale ente autonomo ha consolidato la pari dignità dello sport paralimpico rispetto a quello olimpico, in coerenza con i principi di uguaglianza e non discriminazione.
Inoltre il Decreto Legislativo 28 febbraio 2021, n. 36, che si inserisce nella più ampia riforma degli enti sportivi, riconosce il valore sociale dello sport, promuove l’attività sportiva come strumento di inclusione anche per le persone con disabilità, introduce principi di pari opportunità e non discriminazione nell’accesso allo sport.
Nel loro insieme, tali fonti delineano un vero e proprio diritto soggettivo alla pratica sportiva, che si traduce in obblighi per le Istituzioni: garantire accessibilità delle strutture, sostegno economico, inclusione nei programmi scolastici e contrasto alle discriminazioni.
È noto che la pratica sportiva (agonistica o amatoriale) contribuisce al benessere psicofisico delle persone con disabilità. Grazie all’attività sportiva si agisce sulle abilità individuali, favorendo lo sviluppo delle capacità innate e l’acquisizione di nuove e diverse abilità. Attraverso lo sport la persona con disabilità può mettersi in gioco e sperimentarsi, imparare a controllare il proprio corpo, sviluppare il senso di autoconsapevolezza e la fiducia nelle proprie capacità, scoprire di avere abilità inaspettate. Questi sono tutti elementi che contribuiscono allo sviluppo dell’autostima e di una positiva percezione del sé. Inoltre la pratica sportiva contribuisce anche a formare e rafforzare il senso d’identità, infatti l’identità è fortemente correlata a come la persona percepisce sé stessa, per cui lo sport, migliorando lo schema corporeo, le capacità coordinative e la consapevolezza della propria corporeità concorre in larga misura alla formazione del senso d’identità. Infine lo sport, essendo caratterizzato da competizione e regole, concorre anche a migliorare le capacità di interagire con gli altri.
In definitiva, lo sport rappresenta un formidabile strumento di inclusione poiché favorisce l’autostima, il senso di autoefficacia e la costruzione di relazioni sociali significative, contrastando fenomeni di isolamento e marginalizzazione. Tali benefici assumono rilevanza giuridica, in quanto strettamente connessi al diritto alla salute e al principio di dignità della persona. Lo sport, dunque, non è solo attività ludica, ma strumento di attuazione dei diritti fondamentali.
In questa prospettiva, l’accesso allo sport si configura come misura di inclusione sociale e di attuazione dell’eguaglianza sostanziale. Le politiche pubbliche devono quindi orientarsi non solo all’eliminazione delle barriere architettoniche, ma anche di quelle culturali e organizzative, garantendo adeguata formazione degli operatori, sostegni economici e programmi specifici.
Le Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 rappresentano un momento cruciale per verificare l’effettività del diritto allo sport e la capacità delle istituzioni di tradurre i principi in azioni concrete. L’evento, che si sta svolgendo nelle sedi di Milano e Cortina d’Ampezzo, già simbolo della tradizione sportiva italiana, costituisce un’importante occasione per promuovere infrastrutture pienamente accessibili e modelli organizzativi inclusivi. L’organizzazione dei Giochi implica l’assunzione di obblighi precisi in materia di accessibilità, sicurezza, pari opportunità e non discriminazione.
Le Paralimpiadi non sono solo una competizione sportiva di alto livello, ma anche uno strumento di promozione culturale e di sensibilizzazione collettiva sui diritti delle persone con disabilità. L’impatto dell’evento sarà determinante: le opere infrastrutturali, i servizi di trasporto e le strutture ricettive dovranno garantire standard elevati di accessibilità, anche oltre la durata dei Giochi, contribuendo a un miglioramento strutturale e permanente del territorio.
I Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina sono quelli più inclusivi e accessibili di sempre. Sono stati previsti diversi strumenti per consentire alle persone con disabilità di vivere a pieno l’evento: audiodescrizione delle gare, servizio di interpretariato in LIS nei principali punti informativi, spazi di quiete ecc. Speriamo che questo evento possa lasciare un’eredità concreta nei territori coinvolti, e anche buone pratiche replicabili su tutto il territorio nazionale.
In conclusione, il diritto allo sport per le persone con disabilità si configura come diritto fondamentale a dimensione sociale, radicato nei principi costituzionali e rafforzato dalle fonti internazionali. Le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 offrono l’opportunità di dare concreta attuazione a tali principi, trasformando lo sport in un autentico veicolo di inclusione, dignità e cittadinanza attiva.
A cura del Presidente Nazionale dell’Agenzia IURA, Avv. Franco Lepore
